25 2 / 2012

I rapporti sulla strada sono come quelli nella vita: nessuno che si prenda mai le proprie responsabilità. 

(ispirato dalle solite lamentele di ciclisti e motorinari).

20 11 / 2011

Che silenzio questa mattinata senza le auto, e soprattutto i fastidiosi motorini! Vorrei che si potesse vivere sempre così.

E in effetti, un’idea ce l’avrei. 

Perché non provare a estendere il concetto di blocco delle auto anche agli altri giorni feriali? 

(apocalisse, rivoluzione e attacchi terroristici a seguire da parte degli italioti a quattro e due ruote)

No, pensateci bene. Un blocco dalle 10 alle 18, così da permettere comunque gli spostamenti per chi va e torna dal lavoro (continuando comunque sulla giusta strada dei disincentivi a farlo in auto, e sugli incentivi a usare i mezzi pubblici).

Si arrabbierebbero un po’ i commercianti, ma chi se ne importa? Si lamentano sempre, ma poi la gente va comunque a comprare, state tranquilli. In cambio avremmo una città che, almeno di giorno, sarebbe un po’ più vivibile. Potremmo usare veramente le biciclette, per esempio, estendendo il bike sharing (almeno d’estate). Incentivare l’uso di piccoli mezzi di locomozione elettrica (tipo motorini / smart).

La sera, invece, il vulnus principale di Milano, per ora si potrebbe continuare a usare l’auto.

Naturalmente si dovrebbe prevedere un rigido sistema di permessi speciali, per tutti coloro che ne avessero davvero bisogno: anziani, disabili, lavoratori speciali. No, non intendo quelli con il culo attaccato al sedile che vogliono andare al supermercato oppure allo stadio, quelli al massimo hanno la necessità di un buon medico.

Forse, valutare la possibilità di rendere transitabili sempre alcune arterie per chi deve uscire dalla città.

La mia idea è molto grezza e buttata lì, andrebbe definita. Penso, però, che senza decisioni drastiche e impopolari, caro Sindaco, non si possano risolvere problemi drammatici come traffico e inquinamento (così come la crisi economica). Bisogna cambiare la mentalità dei cittadini, e non abbiamo tempo di aspettare che gli italioti incapaci di usare le gambe cambino da soli.

23 10 / 2011

 

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Oggi avevo un po’ di tempo, e avendo finalmente acquistato la custodia a libro per l’iPad, ho potuto finalizzare un’idea che ho trovato su un sito di cui non ricordo l’indirizzo, e che ho leggermente modificato per adattarla alla mia Smart. Sono riuscito a montare l’iPad nella plancia della piccolina, in maniera semplice e senza fare nessun tipo di modifica.

Occorrente:

- custodia a libro
– una striscia di supervelcro 3M (quello speciale di plastica usato anche per i Telepass, per intenderci) 
– un po’ di filo robusto, di nylon o similari.

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30 1 / 2011

In attesa dell’autobus alla fermata. Passano decine di auto. Meno male che c’è il blocco del traffico…

08 1 / 2011

Leggo con non eccessivo stupore dell’ultimo incidente che ha coinvolto giovani alla guida di una microcar. Ignota la dinamica dell’incidente, ma si è subito pronti a scagliarsi contro i mezzi meccanici (d’altronde è facile, quando per un urto comunque modesto il motore del suddetto trabiccolo viene sbalzato dall’altro lato della strada…), dimenticando che il veicolo che uccide, in molti casi, non è l’auto, il motorino, o la bicicletta, bensì l’incoscienza. 

Qualche giorno fa percorrevo un tratto di strada vicino a casa mia, dove passo spesso. A un incrocio, regolarmente alcuni automobilisti e motociclisti fanno inversione a U in un punto in cui è vietato e pericoloso, perché facendolo tagliano la strada a chi proviene dal lato opposto e sta svoltando con il verde.

All’incoscienza per una manovra facilmente evitabile percorrendo cento metri in più e utilizzando la comoda rotonda, si aggiunge l’arroganza di non far passare prima chi ne ha diritto, ma di constringerlo a inchiodare per far loro strada. Ieri, all’ennesimo idiota che mi ha tagliato la strada in questo modo, ho segnalato il mio disappunto con il lampeggiamento di fari, nella speranza vana che comprendesse la pericolosità della manovra.

Non contento, l’imbecille, insieme ai suoi amici, dopo che ero passato ha rallentato, mi si è accostato e mi ha espresso la sua virilità facendomi un gestaccio.

Si potrebbe argomentare che avvenimenti come questo siano rari, ma chiunque guidi in una delle nostre città sa benissimo che non è così. Come la donna isterica che una volta, percorrendo una parte del tragitto di un parcheggio sotterraneo completamente contromano, alle mie rimostranze (mi stava per venire addosso frontalmente) mi ha invitato a “farmi gli affari miei”.

A cosa serve, quindi, continuare a ragionare su regole, codice stradale, sanzioni e airbag, quando manca la minima educazione civica?