05 4 / 2014

Il primo episodio della terza stagione di Sherlock si chiama “The empty hearse”, che letteralmente è “Il carro funebre vuoto”, ma puoi tradurlo con “La bara vuota”, se suona meglio.

Traduzione mediaset premium: “La casa vuota”.

Perché? L’episodio del telefilm è effettivamente tratto da un racconto che si chiama “L’avventura della casa vuota”, ma i titoli di Sherlock sono sempre modificati in modo che, in inglese, riprendano i titoli originali giocando sull’assonanza (the empty hearse - the empty house)

Infatti il secondo episodio, The sign of three, è tratto dal racconto The sign of four.

Purtroppo i traduttori italiani non capiscono una cassa, anzi un casso.

(Fonte: tvblog.it)

29 9 / 2012

Una delle scene più belle di Doctor Who, rovinata dal doppiaggio.

(qui l’originale, per capire cosa intendo: http://www.youtube.com/watch?v=aYaQVjF48eY)

Continuo a dire che se il doppiaggio non esistesse, avremmo due ottimi risultati:

1) gli italiani saprebbero l’inglese

2) gli italiani vedrebbero film e telefilm stranieri non solo con un’ottima fotografia, ma anche con un audio e una recitazione all’altezza.

Qua sembra di vedere i Cesaroni…

30 11 / 2011

Oggi ho visto per sbaglio una puntata di Doctor Who in italiano, facendo zapping. Normalmente le vedo in lingua originale.

Esperienza terribile. Un capolavoro come Doctor Who completamente rovinato, non solo dal solito panorama audio appiattito, ma anche da una recitazione ridicola, inferiore di molte misure a quella originale degli attori inglesi che si avvicendano nella serie.

Soprattutto il personaggio del Dottore, che si basa moltissimo su aspetti verbali esagerati e spinti fino agli estremi della capacità recitativa, risultava totalmente insipido nel doppiaggio italiano. Il povero David Tennant (protagonista della puntata) si rigirerebbe nel suo TARDIS, se non glielo avesse soffiato l’ancor più incredibile Matt Smith.

Non mi stancherò mai di dirlo: se potete, guardate film e telefilm in lingua originale. Almeno quelli in inglese. E se non sapete l’inglese, beh, è ora di impararlo.