29 4 / 2013
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…ci sono movimenti politici che vedono nell’uso di Internet la chiave per sovvertire il sistema e istituire una democrazia diretta, snella ed efficiente, priva delle storture e corruzioni della democrazia rappresentativa.
L’idea è nobile, ma come tante idee nobili è lontana dalla realtà pratica, perché gli attuali strumenti informatici sono troppo vulnerabili e gli utenti sono troppo incompetenti per usarli in modo sicuro. Per cui chi volesse sabotare queste iniziative avrebbe il gioco tremendamente facile, non solo per bloccarle ma addirittura per usarle a proprio favore.
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Ottimo articolo, da far leggere ai grillini che hanno scoperto la Rete da due minuti e ora si credono dei guru… ;)
25 4 / 2013
"Beppe ha ragione sulla lotta di Liberazione e i suoi valori. Beppe va studiato, mi ha insegnato la resistenza. Beppe, quello vero: Fenoglio"
21 4 / 2013
Un Paese.
Siamo un paese dove ogni volta che a un incrocio c’è la corsia di svolta a sinistra libera, qualcuno la occupa per andare dritto e superare prepotentemente e pericolosamente la fila. Siamo un paese dove quando si può si prevaricano gli altri, più per consuetudine che per cattiveria. Siamo un paese dove, quando si può, si evade, si ruba, si violano le regole, dal gettare la carta in terra a farsi pagare dalla mafia per un appalto. Siamo un paese dove la furbizia è assurta a valore, e l’onestà è un ostacolo. Siamo un paese dove chi svolge il proprio lavoro con professionalità è tarpato da capi incompetenti e impauriti di perdere la propria dominanza, lerciume che invece si circonda di stupidi leccaculo che non produrrano mai più che peti di approvazione. Siamo un paese dove se un uomo vive pienamente la propria sessualità è un dio, se lo fa una donna è una troia.
Siamo un paese dove gli istinti naturali sono contro natura, e il pregiudizio, la discriminazione e il razzismo sono tollerati, quando va bene, o incoraggiati.
Questo paese siamo noi.
SMETTETELA DI LAMENTARVI DI BERSANI O NAPOLITANO!
Volete il cambiamento? Iniziamo a cambiare!
20 4 / 2013
Mi piacerebbe andare in piazza Montecitorio e fare un veloce sondaggio tra i manifestanti. Una domanda secca. “Dimmi chi è e cosa ha fatto Rodotà”. Sono sicuro che i risultati *non* mi sorprenderebbero ;)
20 4 / 2013
Sentire i grillini che parlano della Rete (come da ultimi arrivati…) è come sentire i leghisti che parlano di Nord. Sorry, voi non rappresentate la Rete, così come la Lega non ha mai rappresentato il Nord. Fatevene una ragione.
15 4 / 2013
How to: distruggere l’economia
In questi giorni si torna a parlare dell’assurda proposta grillina del reddito di cittadinanza, poiché Casaleggio ha rilanciato l’idea di “spostare” il focus dal salvataggio delle imprese a quello dei lavoratori.
Idea poeticamente molto valida, da uccellini rosa e fiori di pesco, che dire? C’è crisi, salviamo le persone e non il loro lavoro.
Essendo in una situazione precaria io stesso in questo periodo, dovrei accettare con gioia questa possibilità. Purtroppo, però, ho la brutta abitudine di ragionare a lungo termine, e per il bene del Paese, non per i miei interessi.
Ecco le prime due ragioni che mi vengono in mente per cui questa tesi è terrificante:
- il lavoro non è solo un problema di soldi, ma di soddisfazione professionale, di scopo. Io non cerco un lavoro solo per sopravvivere, ma per fare qualcosa che faccia la differenza, per me.
Certo il commesso del macdonalds non lo fai per passione, ma molti altri lavori sì, e non basta sostituire questo con un assegno di mantenimento.
- salvando un’azienda, magari mandando a casa qualche dipendente, si mantiene comunque un motore che, prima o poi potrà ripartire. Chiudendola, invece, per salvare tutti, si crea una massa di gente che non avrà più un lavoro, e dovrai mantenere per sempre.
Se l’intento di Casaleggio è uccidere l’economia italiana, la strategia è azzeccata.
Fermo restando che i metodi per salvare le aziende senza mandare a casa la gente ci sono, ma servono imprenditori, presidenti e direttori (o direttrici ;) ) competenti e coraggiosi, certamente l’idea di far fallire felicemente le aziende non è quello che serve a un Paese sull’orlo del baratro.
Ecco perché questa è l’ennesima dimostrazione che il Movimento 5 Stelle non solo è fuffa, ma è fuffa pericolosa.
07 4 / 2013
Dirò una cosa controcorrente. Non che io sia contrario, ma mi fa riflettere il fatto che a proporre l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (attention: ho scritto abolizione, non riduzione), siano un miliardario comico, e un miliardario imperatore dei media.
Ecco, due che sicuramente del finanziamento non hanno bisogno.
02 4 / 2013
Avete capito male
A leggere sia le idee che i comportamenti del movimento 5 stelle, cioè di Grillo, mi pare di intravedere l’evoluzione negativa di un antico equivoco di fondo.
Più volte si è detto che tutte le idee, tutte le opinioni hanno diritto di esistere. Giusto. Molti hanno già spiegato, però, che questo non significa che tutte le idee debbano essere accettate, o considerate di pari dignità.
Per esempio, tu hai il diritto di credere che stelle a milioni di anni luce di distanza, poste in configurazioni virtuali, possano influenzare il fatto che proprio quella ragazza oggi si innamori di te, ma ciò non lo rende vero, o comunque non al pari di opinioni scientificamente dimostrate.
Con Grillo però mi pare ci sia un’evoluzione, come ho detto: non solo idee totalmente campate in aria, come l’uscita dall’euro, o la recente “anarchia del traffico” vorrebbero essere considerate al pari di tesi serie e verificabili.
No, si arrogano il diritto di definirsi migliori, anzi uniche.
È una cosa che abbiamo già visto, e cari grillini, non ci piace. Quindi, fatevene una ragione: finché non cambierete atteggiamento, continueremo a contrastarvi, in tutti i modi possibili.
24 3 / 2013
"Adesso la situazione è semplicemente questa: una ridicola minoranza del Paese ha paura del baratro che si trova a pochi centimetri dai nostri piedi. Crede che serva assolutamente un governo che faccia ripartire l’Italia (tutta l’Italia, anche quella degli arrabbiati grillini e dei collusi berlusconiani), che occorra aggrapparsi all’Euro, dare lavoro subito, pagare le aziende subito, ristabilire credibilità all’Italia subito, risanare il territorio subito, bonificare la politica subito, ridurre i costi della politica subito, semplificare la burocrazia subito, premiare il merito subito, garantire la sanità subito, proteggere i ceti sociali deboli subito… Ma è una ridicola minoranza di italiani che si preoccupa di questo. Un’altra fetta sta celebrando a Piazza del Popolo il Pifferaio magico sperando regali loro altri sogni, e un’altra fetta sta aspettando che il Guru dica loro con quanti “vaffanculo” debbano dire “No!” a una qualunque assunzione di responsabilità."
12 3 / 2013
"Perché tutto è discutibile, ma non che la democrazia sia bene. Grillo ha convinto molti dei suoi che la democrazia sia male e che il popolo sia bene. Questo è l’elemento più inquinante del suo messaggio, il suo cuore populista. Le persone hanno il diritto di fare schifo, pensare proprio ai cazzi propri, disinteressarsi di giustizia e collettività, e questo non fa di loro dei preziosi gioielli rivoluzionari. È il discutersi e mettersi insieme che ne fa politica, non i calci nel culo, non le fiaccole, non i forconi. Ma se dici alle persone che sono stupende e meravigliose, non hanno colpa, non conoscono egoismi, e una fetta minuscola del paese è perfida e approfittatrice, se quelli ci credono, bingo. Ma non è mica vero. Proprio per niente."