07 3 / 2014

Mi stupisco sempre di certe posizioni antieuropeiste espresse nei commenti agli avvenimenti di politica estera.

Poi, però, penso che ad esprimerle sono molto probabilmente le stesse persone che ritengono che in Italia non ci sia democrazia, perché un parlamento eletto dal popolo poco più di un anno fa, e spaccato in parti uguali, ha eletto un paio di governicchi fatti a immagine e somiglianza di un Paese incapace di prendersi le proprie responsabilità, capace solo di additare nell’altro (politici, UE, Merkel, Obama, Lord Casco) i responsabili dei propri mali, invece di guardarsi allo specchio.

Quindi, in fondo, non c’é nulla di cui meravigliarsi.

12 5 / 2013

Esaminare le reazioni.

Italiano squilibrato ferisce due carabinieri. Reazioni della ggggente: politici di merda, non è colpa sua, ci avete esasperato, doveva ammazzare un politico non un poliziotto, etc…

Ghanese squilibrato uccide un passante a Milano. Reazioni della ggggente: immigrati di merda, tutti a casa, Kyenge vaffanculo.

Italians. Chi li conosce, li evita.

09 5 / 2013

"Leggi nuove oggi ci voglione, andare a pescare nel 1957 quando siamo nel 2013 e abbiamo una nera al governo che al posto dei bianchi ci vuole mettere i neri!!!!!!!!!!!!
e parlate di inelegibilità di Berlusconi! Fatemi il piacere!!!!!!!!!!!"

Da un commento di una tizia ignorante a un articolo sulla condanna a Berlusconi.

Propongo la cittadinanza ai “neri”, e la de-cittadinanza automatica alle amebe come questa qui.

10 7 / 2012

Post su Facebook di Saviano, che riprende la notizia di alcuni subumani che hanno chiesto ai camorristi di scacciare con la forza le famiglie Rom dei bambini che frequentavano le stesse scuole dei figli dei mandanti.

Commenti di molti: hanno fatto bene, i Rom rubano, fanno schifo, magari non così ma dovremmo scacciarli comunque, etc…

Qua è inutile parlare di Monti, della responsabilità, di salvare l’Italia, di pagare le tasse come virtù e non come imposizione di cui lamentarsi facendosi sfuggire aria dal deretano.

Qua mancano proprio le basi cerebrali.

Ed è inutile che si facciano enormi giri di ragionamenti per dimostrare che no, gli italiani non sono razzisti, ci sono motivazioni psico-coito-sociologiche. No no, questi, i loro colleghi nordisti della lega, tutti quelli che “gli immigrati sono favoriti rispetto a noi poverini italiani”, etc…, sono proprio razzisti. E della peggior specie, perché non hanno nemmeno il coraggio di ammetterlo.

Razzisti senza palle, come tutti quelli che colpiscono i più deboli per difendere i propri interessi.

19 6 / 2012

Oggi blackout a macchia di leopardo a Milano. Giornata terribile per l’italiano medio(cre) amante dell’estate e inseparabile dal suo condizionatore a 18 gradi.

29 5 / 2012

E dopo le biopalle che puliscono per miracolo (e lordano le tasche degli interessati), Grillo propaganda anche il finto-esperto ciarlatano Giuliani, da buon sciacallo.

Visto il successo di Grillo, mi chiedo: è possibile che gli italiani vadano sempre dietro a dei contaballe?

21 3 / 2012

C’era una volta un popolo che viveva una brutta, brutta situazione. Attendevano con ansia un tizio che li salvasse, e quanto arrivò erano tutti contenti. Si aspettavano un tizio del tipo “schiocco le dita e vi faccio diventare i primi della classe quali siete”.

Purtroppo per loro invece il tizio arrivato era uno tipo “la realtà è che per salvarvi dovete sbattervi voi, dovete tirarvi fuori con le vostre azioni. Dovete cambiare, non aspettare uno che faccia il lavoro per voi”.

E il popolo che viveva la brutta situazione invece di ascoltarlo, chiese di crocifiggerlo.

No, non sto parlando di Gesù Cristo, comunque.

04 1 / 2012

Il colpo di coda del bestione razzista Maroni, far pagare un esoso balzello aggiuntivo a persone che vengono nel nostro paese a lavorare onestamente e pagano le tasse, tramite decreto fatto passare nel silenzio durante il crollo del regime berlusconiano, sembra essere fortunatamente fallito contro il muro del buon senso dei nuovi ministri interessati all’argomento.

Pensare che sia giusto far pagare chi già è regolarmente residente, e paga le tasse (sì, quelle cose per cui alcuni italiani invocano le bombe contro equitalia o vanno a Cortina…) per combattere l’immigrazione clandestina non solo è discriminatorio, è anche idiota (d’altronde, non mi aspetterei altro dai maiali leghisti): al contrario, rendere più difficile e costosa la regolarizzazione favorisce la clandestinità, ma il ragionamento è troppo fine per chi ruba voti alla democrazia parlando alla pancia delle masse.

Nel frattempo, piangiamo la morte cerebrale di quegli italiani che plaudevano alla tassa sugli immigrati (“devono pagare anche loro, non solo i pensionati!”, li sentivi urlare presi da un conato di razzismo rimasto sullo stomaco dalle libagioni natalizie), e ora si scagliano contro Monti e i suoi ministri rei di aver difeso i più deboli (quelli veri).

Questo governo Monti mi piace sempre di più. Gli italiani sempre di meno.

20 12 / 2011

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Il primo passo è un’ammissione: siamo reduci da anni di pigrizia e illusioni. Silvio Berlusconi è stato il prestigiatore più solerte, ma non l’unico. Il pubblico gli ha chiesto—tre volte — di presentare il numero. Un modo per assistere, applaudire o fischiare (dipende): senza prendersi responsabilità.

Ora quello spettacolo è finito: non ce lo potevamo più permettere. Non l’abbiamo capito da soli, hanno dovuto gridarcelo da lontano. Mario Monti ha fatto più in un mese che i predecessori in diciassette anni; il suo limite non è aver osato troppo, ma troppo poco sui costi della politica, le liberalizzazioni e la crescita. Ma neppure lui potrà avere successo, senza di noi. L’Italia non cambierà, se non vogliamo che cambi. Se non ci convinciamo di essere attori, non spettatori.

Se lo faremo, la ricompensa sarà rapida e robusta. Non è una leggenda auto-consolatoria: abbiamo davvero le risorse caratteriali per tirarci fuori da questa trincea, e batterci in un mondo difficile. La nostra capacità di invenzione e di reazione è indiscutibile. La nostra facilità di intuizione e adattamento è dimostrata quotidianamente da centinaia di migliaia di connazionali sparsi per il mondo. Perfino il reticolo sociale e familiare che ben conosciamo può aiutarci a costruire il futuro, dopo averci complicato il presente. Vorrei che presto, all’estero, scrivessero di noi: When the going gets tough, the Italians get going. Quando il gioco si fa duro, gli italiani cominciano a giocare.

Tutto questo però non serve — anzi, diventa un alibi — senza un nuovo patto nazionale. L’esistenza che abbiamo conosciuto negli ultimi trent’anni, se non cambiamo, non possiamo più permettercela. Se vogliamo l’istruzione, la sanità, le pensioni e la qualità di vita cui siamo abituati, dobbiamo lavorare meglio, lavorare più a lungo e smettere di ingannarci a vicenda.

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Invece, guarda un po’, molti preferiscono lamentarsi o fare la voce grossa (mentre prima se ne stavano buoni buoni davanti alla tv a guardare ed applaudire la distruzione del paese), per mantenere qualche stupido e patetico privilegio, invece di guardare in faccia la realtà e rabboccarsi le maniche per traghettare il paese verso un futuro migliore.

Il vittimismo è il miglior alibi per chi ha paura di mettere le mani in pasta perché non vuole fare lo sforzo di lavarsele.

(Fonte: http)

18 12 / 2011

Il disinteresse degli italiani verso i temi ambientali (a meno che non siano una scusa per comprare l’ultimo prodotto dell’azienda fighetta) è francamente imbarazzante.

Purtroppo ne ho avuto la dimostrazione diretta. Si spiegano molte cose.