21 4 / 2013
Un Paese.
Siamo un paese dove ogni volta che a un incrocio c’è la corsia di svolta a sinistra libera, qualcuno la occupa per andare dritto e superare prepotentemente e pericolosamente la fila. Siamo un paese dove quando si può si prevaricano gli altri, più per consuetudine che per cattiveria. Siamo un paese dove, quando si può, si evade, si ruba, si violano le regole, dal gettare la carta in terra a farsi pagare dalla mafia per un appalto. Siamo un paese dove la furbizia è assurta a valore, e l’onestà è un ostacolo. Siamo un paese dove chi svolge il proprio lavoro con professionalità è tarpato da capi incompetenti e impauriti di perdere la propria dominanza, lerciume che invece si circonda di stupidi leccaculo che non produrrano mai più che peti di approvazione. Siamo un paese dove se un uomo vive pienamente la propria sessualità è un dio, se lo fa una donna è una troia.
Siamo un paese dove gli istinti naturali sono contro natura, e il pregiudizio, la discriminazione e il razzismo sono tollerati, quando va bene, o incoraggiati.
Questo paese siamo noi.
SMETTETELA DI LAMENTARVI DI BERSANI O NAPOLITANO!
Volete il cambiamento? Iniziamo a cambiare!
20 4 / 2013
Mi piacerebbe andare in piazza Montecitorio e fare un veloce sondaggio tra i manifestanti. Una domanda secca. “Dimmi chi è e cosa ha fatto Rodotà”. Sono sicuro che i risultati *non* mi sorprenderebbero ;)
24 11 / 2011
Foera di ball
La Lega della minoranza razzista del Nord annuncia barricate nel caso, come il buon senso consiglierebbe, il governo prendesse in esame la proposta di dare i pieni diritti di cittadinanza a bambini nati in Italia.
Bene, sono anni che annunciano barricate: le facciano! Finalmente potremo radunarli tutti in pochi luoghi, prenderli e spedirli nella loro terra immaginaria nata durante evidenti problemi digestivi.
Perché i cittadini del nord onesti e solidali, non quelli che votano Lega per poter continuare a sfruttare gli immigrati nelle loro fabbrichette da sporchi evasori, ne hanno piene le scatole di essere accostati a tali individui.
Leghisti, è ora che ve lo mettiate in testa: foera di ball andateci voi.
05 2 / 2011
"Ma se il capo del governo non ha nascosto ai fedelissimi la sua rabbia, anche Napolitano ha illustrato punto per punto tutte le sue perplessità. Lo ha fatto con lo stesso Letta, con il ministro per la Semplificazione Calderoli e con il leader leghista Bossi. Con il primo ha avuto un colloquio freddissimo e gli ha snocciolato tutte le sue più pesanti perplessità. Con il Senatur, ieri mattina, il tono è stato più pacato. Anche perché il leader leghista ha immediatamente innestato la marcia indietro dopo aver imposto giovedì sera l’accelerazione. “Presidente - si è scusato il titolare delle Riforme - non avevo capito. Calderoli non mi aveva detto niente. Ma se stanno così le cose, è chiaro che torniamo in Parlamento. Certamente lo faremo”. La telefonata con Bossi è, però, solo l’ultimo passaggio di una vicenda che l’altro ieri ha sfiorato una vera e propria crisi istituzionale. Il tutto acuito da una circostanza giudicata “incredibile” e sicuramente senza precedenti. La decisione di convocare il consiglio dei ministri straordinario infatti era ignorata da Letta. “Sono stato fino ad ora al Copasir - si giustificava il sottosegretario - non ne so niente”. Il Quirinale, quindi, non era stato avvertito. Il capo dello Stato non aveva ricevuto alcuna comunicazione sull’esigenza di convocare d’urgenza l’esecutivo e in un certo senso seguiva la vicenda al buio. Con una maggioranza pilotata da chi - in assenza di Letta - ignorava tutti i più consolidati percorsi istituzionali e da chi - a cominciare dal capo Lumbard - coltivava l’esigenza di risultati immediati. “Se non facciamo il decreto ora - era l’avvertimento di Bossi al Cavaliere giovedì pomeriggio - io non tengo i miei. Non ce la faccio e a pagare sarai tu”."
E i complottisti supportano questa gente…
Alta tensione con il Quirinale E Letta si scusa: “Non sapevo” - Repubblica.it
04 2 / 2011
"Il presidente della Repubblica rispedisce al mittente il testo del decreto sul federalismo fiscale municipale, adottatto giovedì sera dal governo nonostante lo stop ottenuto poche ore prima alla commissione della Camera. Secondo Giorgio Napolitano, nella lettera inviata al presidente del Consiglio, spiega che non ci sono le condizioni per l’emanazione del decreto legislativo e afferma di «non poter ricevere, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza, il decreto approvato ieri dal governo», rende noto il Quirinale."
23 12 / 2010
"Norme contraddittorie. I dubbi sul testo della riforma Gelmini arrivano anche al Quirinale. Perplessità tecniche e non sul merito del provvedimento. Perché dopo il pasticcio combinato martedì scorso dal vicepresidente del Senato Rosi Mauro, nel testo sono spuntate alcune incoerenze che hanno colpito il Colle. Al punto che il capo dello Stato avrebbe manifestato il suo imbarazzo a firmare la legge in contatti con il presidente del Senato, Renato Schifani e con Gianni Letta, il sottosegretario-ombra di Berlusconi."