13 12 / 2010
Lo sguardo
Non so perché mi sono spinto fino a questo punto. Non capisco cosa mi sia potuto succedere, so solo che i suoi occhi…ah, quegli occhi! Non potevo più sopportare quello sguardo! Non conosco neanche il motivo per cui la mia mano, ormai senza più controllo, stia scrivendo queste poche righe. Una confessione totale come nessun uomo, senza essere stato toccato da qualche potere particolare, potrebbe fare.
Non è passato molto tempo dalla prima volta che l’ho vista. Qualche mese fa affittai un piccolo appartamento in una zona periferica di New York, la città dove tutti i tuoi sogni si avverano. Anche gli incubi. E’ un monolocale, così piccolo che ci sta a malapena il letto e un tavolino di legno roso dai tarli, eredità del precedente inquilino, sul quale ora sto vergando queste mie ultime parole. Non ricordo esattamente quando tutto è cominciato, rammento solo che pochi giorni dopo aver preso possesso di questa reggia, un’agenzia locale fece erigere un enorme cartellone, anonima pubblicità di un prodotto intimo femminile. Lei…quel suo viso, mi salutavano tutti i giorni, quando uscivo di casa, o quando mi affacciavo al davanzale per ammirare, da lontano, qualche bellezza di Manhattan. Dapprima mi era piaciuto. Dico sul serio, mi piaceva la grazia del suo sguardo, mi piaceva tutto di quel volto. Incominciai a seguire ossessivamente le novità riguardanti la donna della pubblicità, abbastanza famosa qui nella grande mela.
Tappezzai le squallide pareti della mia abitazione con articoli su di lei, foto, immagini stampate da Internet…conoscevo ogni minimo dettaglio, ormai la mia vita era completamente immersa nella continua ricerca di qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso, e lo trovavo, accendevo giorno dopo giorno un nuovo barlume che manteneva in vita la mia mistica Cerca.
E’ successo un mese fa. Adesso ricordo con maggior chiarezza, ora che ho ravvivato nella mia memoria i fatti antecedenti. Un mese fa la Cerca si abbattè contro un muro di silenzio. Non seppi più nulla, sembrava che lei fosse sparita dalla faccia della Terra…nessuno parlava più di lei. Non era vero. Avevo acquisito una tale conoscenza che non c’era nulla che potesse essere considerato una novità. Dapprima temporeggiai, ma già dopo alcuni giorni di buio iniziò a manifestarsi in me il lato oscuro dell’ossessione. Non uscivo più di casa, ero costantemente collegato con le mie fonti di informazione, ma il silenzio continuava, il mio essere era pervaso da un vuoto cosmico che è l’essenza del sapere ogni cosa, che equivale a non sapere.
Accumulavo conoscenza non fine a se stessa, ma per l’ossessione di apprendere, come un collezionista smanioso di accrescere la propria raccolta. Quando non fu più possibile…impazzii. Distrussi ogni cosa che avevo su di lei, che fosse reale o virtuale, informatica. Cercai di estirpare il ricordo, ma non potei eliminare quel maledetto cartellone eretto, con impudenza, fuori della mia finestra. Tentai, per alcuni giorni, di non guardarlo, di ignorare quello sguardo che si era trasformato nel Male che mi cercava, che voleva cancellare ogni mia possibilità di ritorno ad una qualsiasi forma di consapevolezza. Ero disperato, non potevo cambiare casa, e ovunque andassi c’era qualcosa che mi insinuava il germe del ricordo, un ricordo di cose che già sapevo, un riaffiorare della conoscenza che mi distruggeva dall’interno, divorandomi attimo dopo attimo.
In un momento di massima follia, presi la decisione estrema. E siamo ad ieri. Mi recai all’indirizzo che sapevo essere la sua abitazione, la trovai, quale fortuna! Non era protetta, sapevo che non le piaceva girare con delle stupide guardie del corpo, alzai l’arma, la puntai contro di lei e sparai. Vidi il suo corpo grazioso accasciarsi a terra, vidi la folla accorrere, spaventata. Scappai. Ritornai a casa, mi soffermai ad ammirare il cartellone pubblicitario: un’ondata di riso inconsapevole attraversò il mio corpo, possedendomi come un burattino eccitato…finalmente una novità! Ed ero stato il primo a saperla, in tutto il mondo…l’ultima novità, quella definitiva.
Stanno venendo a prendermi. Sanno chi sono. Sanno tutto. Sono pronto è tutto preparato. Non mi troveranno vivo, ho appena ingerito una boccetta di veleno. Sto per morire anch’io.
Finalmente la mia Cerca è terminata…