26 7 / 2014

Ritengo sarebbe utile studiare l’amnesia da pioggia degli italiani (e dei giornalisti).

07 6 / 2012

La notizia: Orbetello, provano decotto di foglie di fico per la tintarella e rimangono ustionate.

Questo curioso fatto di cronaca è utile spunto di alcune riflessioni sparse sulla tecnologia e sulla testa delle persone.

1) Internet vuole di più. - Si sente spesso dire “Internet cambierà l’umanità perché permette l’accesso a tutte le informazioni, senza (teoricamente) censura, e senza confini”. Vero, ma falso. Io, chi mi conosce lo sa, credo di essere il più accanito sostenitore della Rete di tutto l’universo, ma ciò non mi impedisce di capire, come è ovvio, che Internet (inteso come insieme di informazioni, non nell’accezione di unione di persone che ho usato in altre occasioni) non è la soluzione. È uno strumento dalle potenzialità immensamente più variegate dei mezzi più arcaici, ma che richiede altresì una perizia immensamente più profonda. Così come con un motorino non arrivi molto lontano, ma pilotare un aereo è molto più difficile.

Per la Rete è lo stesso: avere infinite fonti di informazione, significa doverle gestire. Avere libertà di conoscenza, richiede addestramento. Purtroppo pochi trasmettono questo addestramento alla prole, nelle sedi appropriate (chiamate “scuole”). Il risultato è   l’articolo di cui sopra.

Si noti bene: il problema non è Internet, come molti vorrebbero concludere. Il problema è la testa della gente, inadeguata. Purtroppo però, parafrasando il mio professore di lettere del liceo: “un coglione resta un coglione, ma a 200 Km/h è più pericoloso che a 100”.

2) Oh mio dio è naturale! - da molti anni ormai si è affermata l’equazione, per moda o propaganda pubblicitaria, naturale = buono / chimico = cattivo. Ohibò, fortunatamente ogni tanto vicende come quella delle ragazze di Orbetello ci ricordano come questo tarlo mentale sia una solenne idiozia. “Lavatevi i capelli con questa ricetta naturale presa su Internet, l’ho provata personalmente! Non usate la roba chimica!”, “Usate le biowashball, non usate i detersivi chimici per lavare i panni!”, etc etc…

Certo, non tutto è bufala, ma discernere è complicato, e richiede competenze specifiche. Sperimentare è poco consigliato: la cosa migliore che può capitarvi è andare al lavoro con i vestiti senza macchie ma pieni di germi, o con i capelli rovinati. Il caso peggiore, beh, ustioni di ennesimo grado, giorni in ospedale. Morte, etc… Sembra un bugiardino di qualche cattivissimo prodotto chimico, eh?

3) Il sole fa male. - Ne discutevo ieri riguardo alla foto del camionista con mezza faccia rovinata dall’esposizione ai raggi solari. Sì sì, il sole è vita, senza il sole la Terra sarebbe un pianeta freddo e morto (beh, non ci sarebbe proprio, ad essere precisi, ma sorvoliamo). Tutto vero. Ma cuocersi giorno per giorno, anno per anno, negli orari più caldi dell’estate, per sfoggiare la pelle nera più figa del mondo, o addirittura farsi le lampade (assumendo intelligentemente soltanto le radiazioni nocive, tralasciando quelle utili), fa male, punto. Che emerga con un tumore precoce, o soltanto con un’orrenda pelle rugosa a 50 anni (che certo, potrete combattere con chilate di creme…naturali magari eh!), è indifferente. 
Questo dicono gli esperti, che consigliano le creme ad alta protezione, e non il decotto fico (di fico…). Ah, ma le creme ad alta protezione non mi fanno diventare la pelle nera.

Eh già.

No, il problema non è Internet. 

18 1 / 2011

Molto interessante questa applicazione sul Sole fatta dalla NASA, per iPhone e iPad :)
Nice app on our Sun from NASA, for iPhone and iPad :)

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